via francigena prima tappa

lunghezza: km. 27
tempo di percorrenza: h. 7.30
dislivello: insignificante

L’itinerario è abbastanza lungo, non presenta difficoltà di rilievo e può essere frazionato comodamente in più punti (S.Gimignano, Quartaia, Gracciano).
Ha inizio dai ruderi del Mulino della Madonna, sul torrente dei Casciani, lungo il quale corre il confine del comune di S.Gimignano,  e proviene da Gambassi, ben visibile sulla collina soprastante. Si prende in direzione di sud-est, si costeggia un campo e poi  a destra si comincia a salire sempre per un campo incolto finchè non si trova una costruzione adibita a rimessaggio per attrezzi agricoli (gli Spinai). Da qui inizia una strada bianca, in leggera salita, ed al primo incrocio, poco sopra, prenderemo a destra. La strada comincia a prendere quota ed il panorama si allarga sempre più mostrandoci il caratteristico paesaggio toscano, ricco di vigneti ed uliveti. Dopo la bella fattoria di Casa al Piano si incontra la chiesetta di Santo Pietro, oggi adibita a privata casa per vacanze, e poco più sopra La Piazzetta dove si prende a destra la strada asfaltata per Pancole. Si prosegue e dopo circa un chilometro si devia a destra per una stradina bianca che, in leggera salita, ci porterà all’antica Pieve di Cellole. Da questa altura il panorama spazia su tutta la Val d’Elsa e, di fronte, già si vedono le torri di San Gimignano che raggiungeremo in circa tre chilometri di strada, purtroppo, asfaltata e dove, volendo, si può sostare per la notte.
Percorso il centro storico della cittadina turrita, si scende alla rotonda, si prende in direzione Volterra e si devia subito a sinistra per S.Lucia. Superato Monteoliveto ed il Camping il Boschetto, si devia a destra per una stradina bianca (fare attenzione ai segnali) che inizia a scendere verso la Vallebuia, percorsa dal Botro degli Imbotroni, che si guaderà su dei massi di pietra in prossimità di un vecchio mulino, oggi ristrutturato ed adibito a casa per vacanze. Si sale nuovamente ed in breve si arriva alla Torraccia di Chiusi, agriturismo, per scendere di nuvo fino ad Aiano, costeggiando un piccolo laghetto artificiale. Da qui, dopo il guado sul torrente Foci, ha inizio un lungo tratto pianeggiante che ci porterà nei pressi di Campiglia dei Foci e poi a Badia a Coneo: siamo sul territorio del comune di Colle di Val d’Elsa. A proposito dei guadi sopra descritti bisogna tener conto che  in presenza di forti piogge sarà difficoltoso attraversare i torrenti, quindi si consiglia di informarsi prima di intraprendere il viaggio. Da Badia a Coneo si riprende la strada sottostante e si devia subito a sinistra, si sale alla Casa Timignano e, dopo aver percorso un bel sentiero in un boschetto di macchia mediterranea, si arriva al piccolo borgo di Quartaia, sulla strada Colle Val d’Elsa-Casole. Si sale al centro del paese, si prende a destra e dopo poco, all’altezza di una grande quercia, a sinistra in direzione di Fabbrica. Si sorpassa l’antica Fonte di S.Antonio (oggi purtroppo secca) e si scende al borro degli Strulli. Qui, prima del ponticello, si devia a sinistra per una stradina bianca che  costeggia il borro fino a Gracciano dove, volendo, si può fare una sosta con pernottamento (comodi mezzi pubblici per la vicina Colle Val d’Elsa). Si entra nel comune di Monteriggioni.
Si traversa il cento abitato, alla rotonda si prende la stradina bianca di fronte, si percorre il Piano Senese per circa un chilometro transitando nei pressi di Casa Grande ed ai vari incroci proseguiremo sempre diritti. Alla fine di una pioppeta si devia a destra ed alla soprastante strada bianca, a sinistra in direzione della  Villa San Luigi. Superata la Villa San Luigi, si devia a destra in direzione di Acquaviva e Strove che raggiungeremo dopo circa due chilometri. Sarà piacevole una breve visita al piccolo centro storico ed alla bella chiesa del caratteristico borgo, appollaiato sul culmine di una collinetta e circondato da vigneti ed oliveti. Si prende la strada asfaltata che scende a Badia Isola e si devia subito a destra a Castel Pietraia per prendere una stradina a sinistra che ci porterà in breve alle case del Belvedere dove si prende la strada in leggera salita sulla destra. Dopo circa 500 metri, ad uno slargo si devia a destra e si prende un sentiero di bosco che dopo altri 500 metri si immette nella strada bianca proveniente dal Giubileo  che prenderemo a sinistra ed in breve si arriva a Badia Isola.
http://www.francigena.provincia.siena.it/
http://www.viefrancigene.org/it/
S.Gimignano
San Gimignano si erge con il profilo delle sue torri, su di un colle (m.334) a dominio della Val d’Elsa. Sede di un piccolo villaggio etrusco del periodo ellenistico (III-II sec. a.C.) iniziò la sua storia intorno al X secolo prendendo il nome del Santo Vescovo di Modena: San Gimignano, che avrebbe salvato il borgo dalle orde barbariche. Ebbe grande sviluppo durante il Medioevo grazie alla via Francigena che lo attraversava. Tant’è che San Gimignano ebbe una straordinaria fioritura di opere d’arte che adornarono chiese e conventi. Nel 1199 divenne libero comune, combattè contro i Vescovi di Volterra ed i comuni limitrofi, patì lotte intestine dividendosi in due fazioni al seguito degli Ardinghelli (guelfi) e dei Salvucci (ghibellini). L’otto maggio 1300 ospitò Dante Alighieri, ambasciatore della lega guelfa in Toscana.
Badia a Conèo
Fu uno dei più antichi monasteri dei Vallombrosani, facente parte del plebanato di Colle della Diocesi di Volterra, l’Abbazia di Santa Maria Assunta a Conèo entrò a far parte della congregazione vallombrosana tra il 1073 e il 1076, nel XVI secolo fu probabilmente commenda di Alessandro Farnese (il futuro papa Paolo III). Era una delle tante badie date in commenda ai famigliari dei papi, quando nel 1592 i beni della Badia furono dati alla nuova cattedrale vescovile di Colle, e la chiesa di Conèo fu dichiarata battesimale. Dell’antica Badia, oggi si conserva la chiesa in stile romanico-senese di Santa Maria, consacrata nel 1123. La pianta della chiesa è a croce latina, ad un unica navata conclusa da un transetto e con una cupola su pennacchi con tiburio esterno ottagonale. La facciata presenta una partizione in arcate di stile volterrano, nel presbiterio si trovano tre absidi di cui solo quella centrale mostra la curvatura all’esterno. L’interno, non visitabile, è diviso da un arco trasversale poggiante su semicolonne pensili con i capitelli decorati a motivi astratti e testine umane.
Abbadia  Isola
Bellissima abbazia cistercense del secolo XI con resti delle cinta di fortificazione dell’antico monastero. Nell’angolo sud-ovest rimane un piccolo bastione poligonale coperto di edera, sormontato da una torretta circolare con feritoie alla sommità. All’interno della chiesa si possono osservare una Madonna, forse opera giovanile di Duccio di Boninsegna, un polittico di Sano di Pietro (anno 1471) e un fonte battesimale (anno 1419).