Via Francigena seconda tappa

lunghezza: km. 22
tempo di percorrenza: h. 6.00 –
dislivello: insignificante

Anche questa seconda tappa è discretamente lunga ma non presenta difficoltà alcuna. Solamente nell’ultima parte, periferia nord di Siena, bisogna fare attenzione a non smarrire il percorso. Da Badia Isola si prende il sentiero CAI n° 101 all’inizio della Via di Valmaggiore, una stradina bianca che traversa diritta  i campi, in direzione del bosco verso nord-est, con una bella veduta sul castello di Monteriggioni sempre davanti a noi. Sulla nostra destra, tra i campi ed il bosco, si vedono due poderi, Turchiano e poco più avanti Valmaggiore. Converrebbe fare una digressione verso quest’ultima località per visitare un tratto di antica strada, venuta alla luce poco tempo fa, lastricata e con uno spesso muro a secco che la separa dai campi, anticamente allagati, e che pare sia parte dell’autentica Via Francigena.
Arrivati al limitare del bosco prendiamo a sinistra una stradina che corre tra il bosco ed il campo che in breve ci porta alla Colonna di Monteriggioni. Si prende a destra la SS Cassia e poi subito a sinistra e si sale al castello entrando dalla porta fiorentina. Dopo aver visitato il borgo antico, si esce dalla porta senese, si traversa la vecchia SS Cassia e si inizia a salire verso il Mandorlo dove si prende a sinistra il sentiero CAI n. 102. Si scende leggermente, in mezzo ad un boschetto di macchia mediterranea, al Ponte Rosso, e dopo un paio di chilometri, poco prima di arrivare alla Cassia, si devia a destra, si sale al podere Cerbaia e da qui a Casa Bucci. Si traversa la strada asfaltata proveniente dal Ceppo e ci dirigiamo verso la Chiocciola e la Villa. Qui si prende una stradina sulla destra che scende verso il Pian del Lago, si costeggia il vecchio aeroporto per un breve tratto e poi lo si traversa fino alla strada del Monte Maggio che prendiamo a destra e la seguiamo fino al bivio delle Tre Madonne. Qui si prende a sinistra fino all’Osteriaccia.
Con una breve deviazione si può salire alla bella chiesa di S.Leonardo al Lago che merita senz’altro una visita. Dall’Osteriaccia si prende un sentierino sulla sinistra che, tra il bosco ed i campi, in breve ci porta all’ingresso di una galleria (la Piramide)  fatta costruire nella metà del 1700 dal Granduca Leopoldo di Toscana per bonificare il Pian del Lago. Si tratta di un manufatto di 2 km., volta a botte in mattoni, pavimentazione in pietraserena, pendenza 2×1000. Si consiglia la visita solamente se accompagnati da persone esperte.
Qui si lascia il sentiero CAI e si prende per strada di campo in direzione del Podere Casalino dove si traversa la Strada del Ferratore e si sale al cimiterino dei Renai. Si prende a sinistra la strada asfaltata e la si segue fino al Convento Vecchio dove si devia a destra, si scende alle Coste, si sottopassa la Tangenziale di Siena e si sale al Pietriccio. Si sale sulla  destra verso Villa Petrucci, Palazzo Diavoli, Porta Camollia, Piazza Duomo.
Giunti al Palazzo Diavoli, ci possiamo comodamente trasferire in centro col bus di linea, eliminando il disagio dell’intenso traffico automobilistico.
Le cartine dettagliate del percorso si possono scaricare dal sito: http://www.francigena.provincia.siena.it/
http://www.viefrancigene.org/it/
Monteriggioni
“Nell’anno del Signore 1213, indizione seconda, nel mese di Marzo al tempo del Signore Guelfo di Ermanno di Paganello da Porcari Podestà di Siena, del Signore Arlotto da Pisa, giudice oculato, e di Ildebrando di Usimbardo camerario di Siena, questo castello di Monteriggioni fu iniziato nel nome di Dio e quindi racchiuso completamente da mura con spese e lavori sostenuti in proprio dal popolo di Siena.”  Antico insediamento prima etrusco e poi romano Monteriggioni è nota fin dal XI secolo come tappa della via Francigena in Toscana.  Fu però Siena a trasformarla (togliendola al Vescovo di Volterra ed all’Abate di Abbadia ad Isola) nell’imponente Fortezza a protezione del confine nord nelle guerre contro la nemica Firenze.  E Monteriggioni crebbe fino a superare le 150 famiglie con quasi 600 abitanti (XIV), tra cui forse anche dei miei lontani avi … i Bonaccorso di Cafferello.  La Fortezza negli oltre trecento anni di uso passò spesso di mano tra Siena e Firenze fino al 1554 quando, senza combattere, il traditore fuoriuscito fiorentino Giovannino Zeti, con la scusa “dell’acqua guasta di un pozzo”, consegnò Monteriggioni alle truppe Imperiali comandate dal Marchese di Maragliano che da li a poco (1555) avrebbe conquistato e soffocato anche la secolare Repubblica di Siena.
San Leonardo al Lago
La chiesa fu fondata da un prete di nome Benedetto ed ufficialmente riconosciuta dal vescovo di Siena Rainerio II intorno al 1168. Per tutto il secolo XIV S.Leonardo conobbe un periodo di prosperità, grazie a numerose donazioni che consentirono, nel 1350 la costruzione di una nuova chiesa, con un coro decorato da Lippo Vanni nel 1370. Negli stessi anni l’oratorio venne abbellito con i dipinti della Vergine Maria, S.Agostino, S.Leonardo ed Agostino. Nel 1366 il monastero fu fortificato per offrire rifugio alla popolazione di S.Colomba in caso di guerre. L’episodio di maggior rilievo nella storia di questo eremo fu la visita di Papa Pio II nel 1460. L’eremo fu soppresso nel 1782 ed incorporato a Lecceto.
Porta Camollia
Nel Medioevo e nel rinascimento il lato di Siena proteso a Nord, in direzione dell’eterna nemica, Firenze, era anche il più protetto. Del complesso sistema difensivo rimangono l’Antiporto, fuori le mura, e i resti del Fortino delle Donne, costituito su un disegno di Baldassare Peruzzi all’inizio del Cinquecento. Lo strano nome del bastione difensivo che si trova sulla sinistra uscendo dalle mura, ricorda l’eroica partecipazione delle donne di Siena alla difesa della città. Questo era l’ingresso naturale dei pellegrini che provenivano da nord.