sentiero numero 100 parte terza

Sentiero n° 100: Monteriggioni – Monte Maggio – Marmoraia – Molli – Ponte della Pia
Dislivelli: salita m 885, discesa m 870
Tempo di percorrenza: ore 8,30
Lungo itinerario in quota, frazionabile in due tappe, che attraversa da Nord a Sud l’intera Montagnola Senese; è possibile pernottare in uno degli agriturismo che s’incontrano lungo il percorso. Per motivi di presentazione lo abbiamo suddiviso in tre parti:
Parte terza
Lasciato a destra il monumento dedicato ad E. Rampinelli (medaglia d’oro della Resistenza), il sentiero incontra, presso un edificio in rovina, la strada sterrata che sale da Tegoia. Qui bisogna prestare molta attenzione alla segnaletica: a sinistra (direzione Tegoia) inizia il sentiero n° 112; poco più avanti si stacca sulla destra il sentiero n° 111, che conduce in due minuti alla Pieve di Molli (m 580); il percorso n° 100 invece continua diritto, lungo la buona carrareccia. Si segue quindi quest’ultima, incontrando ben presto un bivio: qui si lascia la carrareccia (che va a destra, verso Palazzo al Piano), per imboccare a sinistra una stradina che scende per il polloneto di castagni. Ad una biforcazione si tiene la destra e si continua a scendere per il bel bosco. Dopo gli ultimi castagni secolari, la mulattiera sbuca sulla strada che da Tegoia conduce a Tonni, che va seguita verso destra (Sud). La carrozzabile sterrata procede in piano lungo campi incolti, oltrepassa la Fattoria di Cerbaia ed entra nel bosco, composto all’inizio da castagni, più avanti da lecci. Al termine di un tratto in discesa, s’incontra un bivio (deviazione a sinistra per la Fattoria “Le Reniere” – inizio del sentiero n° 114); qui il percorso n° 100 prosegue a destra, lungo la strada asfaltata. Tagliato un tornante della strada, ci s’addentra nel piccolo borgo di Tonni (m 426, un’ora dalla Pieve di Molli – ore 7,10 totali). Dopo la piazzetta con il pozzo, si prende un sentiero sulla destra che scende per il lecceto. Poco dopo si deve imboccare la seconda deviazione sulla sinistra che taglia un’ampia curva della mulattiera. Ritrovato più in basso il percorso principale, si continua con andamento pianeggiante in direzione Sud, attraverso il bosco di cerri e lecci. Ad un bivio si tiene la destra e si segue il sentiero che, all’inizio, è fiancheggiato da un muretto a secco ricoperto di muschio. Dopo un lungo tratto in piano, al successivo bivio si volge a sinistra, scendendo in breve alla cava di marmo abbandonata di Montarrenti. Si cala ora ripidamente lungo la strada di accesso alla vecchia cava, con bella visuale sul fronteggiante Castello di Montarrenti, che sorge in cima ad un cocuzzolo boscoso. Si esce infine sulla Strada Provinciale n° 73, nei pressi di una segheria di marmo. Sul lato opposto della strada asfaltata prende avvio una stradella (indicazione per l’Eremo di S. Lucia) che in breve porta ad un guado sul Torrente Rosia (in caso di piena l’attraversamento del torrente non è effettuabile). Toccata l’altra sponda, si continua in piano seguendo il tracciato dell’Antica Strada Maremmana. Questa costeggia in principio il corso d’acqua, poi si alza un po’ in costa e transita a pochi passi dall’Eremo di S. Lucia (m 295), che merita senz’altro una visita (deviazione a destra, dopo una vecchia cabina elettrica in mattoni). Tornati al bivio, si continua per il percorso segnato che scende attraverso il bosco, arrivando in pochi minuti al Ponte della Pia e alla SP 73, ove termina il sentiero n° 100 (ore 1,20 dal borgo di Tonni – ore 8,30 totali).
Luoghi d’interesse storico lungo il sentiero n° 100:
Tonni
Pur essendo un antico borgo, l’insediamento di Tonni non conserva molte strutture medievali. Per quanto concerne la chiesa di S. Bartolomeo non si hanno notizie certe, ma è comunque da visitare per la sua struttura semplice ed armonica.
Castello di Montarrenti
Il castello, di cui si hanno le prime notizie nel 1156, si eleva, suggestivo, su uno sperone di roccia ad un’altezza di 345 metri. Attualmente la rocca è composta da un complesso di edifici costituito e protetto da due torri e da un piccolo fabbricato, per un totale di 18 vani. Negli scavi effettuati dopo il 1980 sono emerse nuove strutture murarie facenti parte dell’antico abitato del cassero.
Eremo di S.lucia
Notevole esempio di architettura monastica del secolo XIII, costituito dalla parte superstite di un convento di monaci Agostiniani. Composto nella parte inferiore da strutture in pietra da taglio corrispondenti alla sala capitolare e, nella parte superiore, in murature di pietre irregolari corrispondenti alle antiche celle.
Ponte della Pia
Il ponte è costituito da un’unica grande arcata a “schiena d’asino” che unisce le due rive del Torrente Rosia. L’arcata, realizzata in bozze di pietra calcarea, è impostata su due alte spalle raccordate alle sponde del torrente da massicci muri d’ala obliqui che, assecondando la corrente, evitano che questa li colpisca di fronte scalzandoli alla base. La sua costruzione è riferibile al XIII secolo ed il suo nome deriva dal mito romantico della Pia dei Tolomei, che la leggenda vuole che sia transitata da qui nel suo viaggio verso l’esilio in Maremma.

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Traccia Gpx sentiero 100